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Il gioco del Suggeritore

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La chiamata al numero della polizia arriva verso sera da una fattoria isolata, a una quindicina di chilometri dalla città. A chiedere aiuto è la voce di una donna, spaventata. Ma sulla zona imperversa un violento temporale, e la prima pattuglia disponibile riesce a giungere soltanto ore dopo. Troppo tardi. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che lascia gli investig La chiamata al numero della polizia arriva verso sera da una fattoria isolata, a una quindicina di chilometri dalla città. A chiedere aiuto è la voce di una donna, spaventata. Ma sulla zona imperversa un violento temporale, e la prima pattuglia disponibile riesce a giungere soltanto ore dopo. Troppo tardi. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che lascia gli investigatori senza alcuna risposta possibile, soltanto un enigma. C’è un’unica persona in grado di svelare il messaggio celato dentro al male, ma quella persona non è più una poliziotta. Ha lasciato il suo lavoro di cacciatrice di persone scomparse e si è ritirata a vivere un’esistenza isolata in riva a un lago, con la sola compagnia della figlia Alice. Tuttavia, quando viene chiamata direttamente in causa Mila Vasquez non può sottrarsi. Perché questa indagine la riguarda da vicino. Più di quanto lei stessa creda. Ed è così che comincia a prendere forma un disegno oscuro, fatto di incubi abilmente celati e di sfide continue. Il male cambia nome, cambia aspetto, si nasconde nelle pieghe fra il mondo reale e quello virtuale in cui ormai tutti trascorriamo gran parte della nostra vita, lasciando tracce digitali impossibili da cancellare. È un gioco, ed è soltanto iniziato. Perché lui è sempre un passo avanti. A dieci anni dall'esordio bestseller internazionale "Il suggeritore", la sfida ricomincia...


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La chiamata al numero della polizia arriva verso sera da una fattoria isolata, a una quindicina di chilometri dalla città. A chiedere aiuto è la voce di una donna, spaventata. Ma sulla zona imperversa un violento temporale, e la prima pattuglia disponibile riesce a giungere soltanto ore dopo. Troppo tardi. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che lascia gli investig La chiamata al numero della polizia arriva verso sera da una fattoria isolata, a una quindicina di chilometri dalla città. A chiedere aiuto è la voce di una donna, spaventata. Ma sulla zona imperversa un violento temporale, e la prima pattuglia disponibile riesce a giungere soltanto ore dopo. Troppo tardi. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che lascia gli investigatori senza alcuna risposta possibile, soltanto un enigma. C’è un’unica persona in grado di svelare il messaggio celato dentro al male, ma quella persona non è più una poliziotta. Ha lasciato il suo lavoro di cacciatrice di persone scomparse e si è ritirata a vivere un’esistenza isolata in riva a un lago, con la sola compagnia della figlia Alice. Tuttavia, quando viene chiamata direttamente in causa Mila Vasquez non può sottrarsi. Perché questa indagine la riguarda da vicino. Più di quanto lei stessa creda. Ed è così che comincia a prendere forma un disegno oscuro, fatto di incubi abilmente celati e di sfide continue. Il male cambia nome, cambia aspetto, si nasconde nelle pieghe fra il mondo reale e quello virtuale in cui ormai tutti trascorriamo gran parte della nostra vita, lasciando tracce digitali impossibili da cancellare. È un gioco, ed è soltanto iniziato. Perché lui è sempre un passo avanti. A dieci anni dall'esordio bestseller internazionale "Il suggeritore", la sfida ricomincia...

30 review for Il gioco del Suggeritore

  1. 4 out of 5

    Lia Valenti

    Pensavo che fosse un thriller,invece ho trovato una storia letteralmente di fantascienza,assurda,confusa e surreale! Questa volta mi sa che Carrisi con la sua fantasia ha molto esagerato, se non mi credete,leggete e poi se ne può discutere. Tutto è,meno che un thriller.

  2. 4 out of 5

    Antonio Rosato

    "Cercare un bambino scomparso era come seguire un arcobaleno nero. Alla fine non c'era ad attenderti una pignatta d'oro, ma solo un mostro silenzioso, ingordo di sangue e d'innocenza". I libri con protagonista Mila Vasquez (e, per certi versi, anche con il coprotagonista Simon Berish) si stanno rivelando tutti uno più cupo e criptico dell'altro... e questo nuovo capitolo non fa eccezioni: è più drammatico dei precedenti. Tutto ruota intorno ad un gioco online anche se poi, ma questo lo scopriremo "Cercare un bambino scomparso era come seguire un arcobaleno nero. Alla fine non c'era ad attenderti una pignatta d'oro, ma solo un mostro silenzioso, ingordo di sangue e d'innocenza". I libri con protagonista Mila Vasquez (e, per certi versi, anche con il coprotagonista Simon Berish) si stanno rivelando tutti uno più cupo e criptico dell'altro... e questo nuovo capitolo non fa eccezioni: è più drammatico dei precedenti. Tutto ruota intorno ad un gioco online anche se poi, ma questo lo scopriremo solo strada facendo, smaschererà un gioco ad incastri con Mila che dovrà rincorrere i fantasmi del suo (oscuro e tragico) passato. Ancora una volta, la prosa (e con essa la tecnica narrativa) di Donato Carrisi è sublime ed a tratti davvero ipnotica, ed il tema trattato (la realtà virtuale e l'uso, buono o cattivo, che se ne fa) è quanto di più attuale si possa chiedere. Bellissimo il finale... anche, e soprattutto, perché lascia aperta una porta per un successivo libro su Mila Vasquez. Magari anche con le parti dei due personaggi principali invertite: io, infatti, sarei curioso di leggere un libro con Simon Berish finalmente al centro dell'attenzione e Mila come sua spalla. [https://rosatoeu.blogspot.com/2019/01...]

  3. 5 out of 5

    Emanuela Molko

    Veramente calato da morire. Il peggiore della serie Mila Vasquez.

  4. 4 out of 5

    Romanticamente Fantasy

    " È dal buio che vengo. Ed è al buio che ogni tanto devo ritornare…" Dopo il finale adrenalinico e sorprendente del “L’uomo del labirinto” Maria Elena Vasquez, si è dimessa e ha deciso di fare la madre, rinunciando al suo lavoro nel Limbo. Per la prima volta ha messo la figlia Alice davanti a quella che era la sua missione: trovare le persone scomparse. Ora vive in riva a un lago, tentando di avere una vita normale. Ma il buio che lei ha sempre sentito cercarla, non vuole lasciarla andare, e l’ar " È dal buio che vengo. Ed è al buio che ogni tanto devo ritornare…" Dopo il finale adrenalinico e sorprendente del “L’uomo del labirinto” Maria Elena Vasquez, si è dimessa e ha deciso di fare la madre, rinunciando al suo lavoro nel Limbo. Per la prima volta ha messo la figlia Alice davanti a quella che era la sua missione: trovare le persone scomparse. Ora vive in riva a un lago, tentando di avere una vita normale. Ma il buio che lei ha sempre sentito cercarla, non vuole lasciarla andare, e l’arrivo di Johanna Shutton, “Il Giudice” spezza la sua quiete la riporta al peggiore dei suoi incubi. Un gioco a cui si può accedere solo da vecchi Pc, un uomo completamente coperto di tatuaggi, coordinate geografiche da trovare nel più breve tempo possibile, personaggi che si lasciano alle spalle ogni tecnologia per fuggire… ecco gli elementi di questa nuova, inquietante immersione nei meandri più oscuri dell’animo umano. Vedrà Mila costretta a una pazza corsa contro il tempo, in compagnia di un vecchio amico che non le rifiuta il suo aiuto. E ancora una volta, il buio inghiotte il lettore, facendogli credere ciò che non è, e dandogli l’illusione di aver capito per scoprire poi, dopo qualche pagina, che niente è come appare, perché… " La mente vede ciò che la mente vuole vedere." Cominciare a leggere un libro di Carrisi è come montare sul seggiolino delle montagne russe e cominciare una corsa folle, in cui non puoi prevedere in alcun modo dove andrai a finire, e quali svolte prenderai. Ancora una volta seguiremo Mila in un’indagine un po’ surreale, che ci porterà in un mondo senza regole, dove tutti i più perversi desideri possono essere soddisfatti, dove non c’è nessuna legge e nessun castigo, incontrando personaggi incredibilmente caratterizzati che rimangono a lungo impressi nella mente del lettore. Ma è il personaggio di Mila quello che sicuramente colpisce di più nel bene e nel male. La sua alessitimia la rende estremamente originale e serve come scusante per molti suoi atteggiamenti davvero incredibili. La sua insana curiosità che la mette in pericolo e la sua incapacità di valutare attentamente i rischi a cui va incontro, sono aspetti che finiscono per isolarla anche dai suoi amici, permettendole però quasi sempre di mantenere il sangue freddo necessario per collegare fra loro brandelli di indizi. La sua forza, vero tallone di Achille, è la brama di conoscere e quella patologia che non le permette di provare emozioni. " L’alessitimia era la sua maledizione e anche la sua corazza. Però c’era un prezzo da pagare. La mancanza di empatia era una pericolosa affinità coi mostri che si nutrono della sofferenza delle proprie vittime senza riuscire a provare pietà per loro. Voglio vedere cosa c’è dietro al sipario, guardare negli occhi il mago e smascherare il trucco." Qui per la prima volta, cominciamo a conoscere meglio anche Alice, personaggio che sembra destinato ad avere sempre più spessore, e su cui pende l’ombra di quel padre per lei così importante, ma che in realtà non ha mai conosciuto davvero. È stato piacevole anche ritrovare Simon Berish che ha preso in carico il Limbo; un poliziotto solitario che i colleghi evitano, e che in passato è stato accusato ingiustamente, ma che risulta incredibilmente bravo negli interrogatori: «Tutti vogliono parlare con Simon Berish» e che per Mila si era già rivelato un amico leale e sincero. E non potrete rimanere indifferenti di fronte al personaggio di Joshua, una dolcissima creatura per cui ho provato una tristezza infinita. Carrisi è uno scrittore incredibilmente talentuoso, capace di intessere trame straordinariamente intricate, che avvincono fino all’ultima pagina. I suoi finali poi, che aprono sempre nuovi spiragli ci lasciano con il desiderio di scoprire cosa debba ancora succedere, perché il male non può essere fermato, c’è sempre qualcuno in attesa di colpire nell’ombra. Ad ogni domanda che ottiene risposta, ce ne sono altre che attendono spiegazioni. È stato un libro che ho letto senza riuscire a chiuderlo fino alla parola fine, e che mi ha davvero regalato forti emozioni. Si può leggere come Stand-Alone ma aver letto i precedenti, permette una visione d’insieme molto più articolata e dettagliata, offrendo un’esperienza di lettura ben più completa e interessante, che non può sfuggire a chi ama il genere. Solo due cose mi hanno lasciato perplessa: durante la lettura vedrete spesso Mila prendere una sostanza chiamata “Lacrima d’angelo”, ma questa risulta essere una pianta sempreverde che si chiama Billibergia, e l’unica droga che ha un nome assonante è la comune “Polvere d’angelo”. Poi la Niacina, che fa finire l’effetto della Lacrima, risulta essere la comune vitamina B3. Questo è ciò che ho trovato in internet ricercando i nomi dei prodotti assunti, e mi sono chiesta perché non usare una comune droga, oppure qualcosa di completamente inventato. . Lucia63 - per RFS

  5. 4 out of 5

    Martinis

    Non mi ha avvinto a sé come il primo, che ai tempi mi tenne incollata alle pagine, nonostante le svariate pecche, i buchi di trama e svarioni vari. Peccato.

  6. 4 out of 5

    Girin 18

    This review has been hidden because it contains spoilers. To view it, click here. In questo Romanzo Carrisi è cascato un pò. Rispetto al primo suggeritore non è riuscito a dare la stessa enfasi al romanzo. Troviamo un Mila totalmente diversa, cambiata. Nonostante si reimmerga nel passato non ha più la stessa enfasi di prima. Non è una brutta storia, ma all'interno la troppa tecnologia,porta ad una storia irreale e fantasiosa questo purtroppo non trasmette le stesse sensazioni dei precedenti romanzi. Una storia scritta a metà, non finita che non ci può far altro che far sperar In questo Romanzo Carrisi è cascato un pò. Rispetto al primo suggeritore non è riuscito a dare la stessa enfasi al romanzo. Troviamo un Mila totalmente diversa, cambiata. Nonostante si reimmerga nel passato non ha più la stessa enfasi di prima. Non è una brutta storia, ma all'interno la troppa tecnologia,porta ad una storia irreale e fantasiosa questo purtroppo non trasmette le stesse sensazioni dei precedenti romanzi. Una storia scritta a metà, non finita che non ci può far altro che far sperare in un seguito più intriso di colpi di scena e sensazioni migliori. Ci sarà mai un seguito per dar fine alla storia di Questo suggeritore?

  7. 4 out of 5

    Il salotto del gatto libraio Graziano

    RECENSIONE COMPLETA SUL BLOG IL SALOTTO DEL GATTO LIBRAIO https://ilsalottodelgattolibraio.blog... Donato Carrisi dimostra ancora una volta di essere il miglior thrillerista Italiano, a mio avviso anche uno dei migliori al mondo e Il gioco del suggeritore ne è una prova. Sono stata letteralmente catturata dal libro che mi ha condotto all'interno di una storia coinvolgente e letale, in cui una realtà dura e cruda è stata abbinata a quella ipervirtuale. Il gioco del suggeritore è stata infatti una let RECENSIONE COMPLETA SUL BLOG IL SALOTTO DEL GATTO LIBRAIO https://ilsalottodelgattolibraio.blog... Donato Carrisi dimostra ancora una volta di essere il miglior thrillerista Italiano, a mio avviso anche uno dei migliori al mondo e Il gioco del suggeritore ne è una prova. Sono stata letteralmente catturata dal libro che mi ha condotto all'interno di una storia coinvolgente e letale, in cui una realtà dura e cruda è stata abbinata a quella ipervirtuale. Il gioco del suggeritore è stata infatti una lettura esilarante, avvincente ed entusiasmante e se già con il primo libro aveva dimostrato di essere un grandissimo thrillerista, con quest'ultimo non si fa altro che constatarne la bravura. Credevo che dopo Il Suggeritore nessun thriller psicologico sarebbe potuto essere alla sua altezza ma, come per La ragazza nella nebbia, l'autore è riuscito a smentirmi. Ancora una volta la nostra protagonista è Mila Vasquez che, diventata ormai un ex detective, ha deciso di occuparsi, a tempo pieno, della figlia Alice. Proprio per questo ha scelto di trasferirsi fuori città lontano da tutti ma soprattutto lontanto dalle sue ombre. Si era convinta infatti che se lei non cercava più il buio, allora il buio non sarebbe venuta a cercarla... "E' dal buio che vengo. Ed è dal buio che ogni tanto devo ritornare..." Mila però si ritrova nuovamente a varcare le porte del suo ex distretto, le viene chiesta una consulenza per un caso di omicidio molto particolare. La polizia ha infatti arrestato il presunto assassino ma non sono ancora stati ritrovati i corpi delle vitteme. Nel confronto con l'assassino, un uomo senza identità e con il corpo ricoperto di numeri, Enigma, Mila capisce fin da subito che tutto questo cambierà nuovamente la sua vita. Si ritroverà così a dover fronteggiare nuovamente il male sia nel mondo reale che in quello dell'iperspazio creato dal gioco virtuale Due. Saremo così trascinati in una corsa contro il tempo in cui la realtà e il gioco, si fonderanno al tal punto da sembrare quasi un unico universo. Ad aiutarla una figura misteriosa e senza identità, Pascal, e il suo ex collega del Limbo, Simon Berish. Chi ha rapito sua figlia? Di chi può fidarsi realmente Mila? Qualcuno sta giocando con lei... e questo qualcuno è un Suggeritore. Si chiamavano "suggeritori" o "killer subliminali", il più famore era stato Charles Manson. Si circondavano di adepti e costituivano "famiglie". Uccidevano attraverso gli altri. Sceglievano un tramite, lo plagiavano e infine lo convincevano ad assecondare i propri istinti più oscuri. In un era in cui i Social e Internet sono virali e all'ordine del giorno, Carrisi con Il gioco del Suggeritore, ha voluto puntare i riflettori proprio sull'importanza dei Social e di come spesso, possano diventare nocivi e pericolosi se non vengono usati con intelligenza e moderazione. Ma è così indispensabile spiattellare le proprie vite sui social? Non basta più al nostro ego condividere gli istanti solo con chi è presente in quel momento? Ancora una volta dietro alla storia romanzata, l'autore mette in risalto temi importanti e attuali su cui riflettere... Ci hanno detto che internet era una rivoluzione indispensabile. Ma nessuno ha previsto quanto ci sarebbe costato... Per prima cosa, non è libero come vogliono farci credere, altrimenti perchè useremmo tutti lo stesso motore di ricerca? Vogliono che abbiamo le stesse informazioni, hanno uniformato il nostro pensiero senza che ne accorgessimo... Perchè leggere il libro? Perchè come sempre Donato Carrisi non ci mette di fronte solo un semplice thriller, tra l'altro ben strutturato e congeniato, ma ci fa riflettere mettendo a nudo le debolezze umane e affrontando la sottile linea tra il bene e i male. Ricco di colpi di scena e di rivelazioni sconvolgenti, Il gioco del suggeritore, sancisce l'ìmmensa capacità di questo grandissimo autore. Se amate poi il doppio finale non potete assolutamente perdervi nessuno dei suo libri.

  8. 5 out of 5

    Sonia Donelli

    http://www.esmeraldaviaggielibri.it/i... Recensione di Loreads – Il gioco del suggeritore di Donato Carrisi – thriller pubblicato da Longanesi il 3 dicembre. La telefonata al centralino della polizia arriva in una tempestosa serata di febbraio. La voce agitata di una donna chiede il tempestivo intervento di una pattuglia perché all’esterno della sua fattoria, isolata dal resto della città, c’è un uomo sceso da una vecchia automobile, fermo sotto la pioggia che osserva casa sua. L’operatore prende http://www.esmeraldaviaggielibri.it/i... Recensione di Loreads – Il gioco del suggeritore di Donato Carrisi – thriller pubblicato da Longanesi il 3 dicembre. La telefonata al centralino della polizia arriva in una tempestosa serata di febbraio. La voce agitata di una donna chiede il tempestivo intervento di una pattuglia perché all’esterno della sua fattoria, isolata dal resto della città, c’è un uomo sceso da una vecchia automobile, fermo sotto la pioggia che osserva casa sua. L’operatore prende nota della segnalazione ma, a causa del maltempo, riesce a inviare due agenti sul posto solo all’alba del giorno dopo. È troppo tardi. Dall’esterno sembra tutto a posto, ma la casa ha la porta aperta, pare disabitata. È stata messa a soqquadro. Al piano superiore la situazione è diversa, i due agenti si ritrovano davanti ad uno scenario apocalittico: c’è sangue ovunque, sui mobili, sui cuscini, perfino sui giocattoli dentro la stanza dei bambini. Tantissimo sangue e un’unica anomalia: nessun corpo. La casa, di proprietà della famiglia Anderson, composta da padre, madre e due gemelle di otto anni, è completamente vuota, ma la grande quantità di sangue, anche in assenza di cadaveri, fa presagire che sia stata massacrata e uccisa. Ma non è l’unica stranezza, gli Anderson, infatti, da quasi un anno avevano rinunciato totalmente alla tecnologia, niente energia elettrica né tantomeno una connessione internet. Avevano deciso di trasferirsi in campagna, lontano dalla confusione della città e dal progresso, portando con sé solo un vecchio cellulare per le chiamate di emergenza. Nel pomeriggio dello stesso giorno, una telefonata anonima segnala la presenza di una vecchia automobile nei pressi di un mattatoio ormai in disuso. Gli agenti mandati sul posto con le unità cinofili trovano parecchio sangue per terra e dentro il bagagliaio del veicolo, ma anche qui nessun corpo. Però i cani fiutano la presenza di qualcuno. Al terzo piano del vecchio edificio, in una stanza buia e in mezzo a tantissime carcasse di vecchi pc, c’è un uomo. È completamente nudo, con le mani alzate in segno di resa e la pelle interamente disegnata dai tatuaggi, rappresentano numeri e ricoprono tutta la superficie del suo corpo. Viene rinvenuta anche una falce sporca di sangue che si scoprirà in seguito appartenere agli Anderson. Dopo sole 48 ore il caso della famiglia massacrata, anche senza la presenza dei cadaveri, viene chiuso brillantemente, con somma soddisfazione di Joanna Shutton, detta il Giudice, capo del dipartimento di polizia federale. Ma l’uomo arrestato e condotto nel carcere di massima sicurezza non dice una sola parola, si rifiuta di parlare e di segnalare il luogo in cui ha occultato i corpi degli Anderson. I mass media si riferiscono a lui chiamandolo “Enigma” per via dei suoi tatuaggi, ma soprattutto perché non si riesce a risalire alla sua identità. Non vi è alcuna corrispondenza nelle banche dati e nemmeno nell’archivio delle impronte digitali e del DNA. Nessuno è in grado di riconoscerlo, nonostante un individuo pieno di tatuaggi non passi di certo inosservato. In mezzo a tanti numeri impressi con l’inchiostro sulla pelle, c’è un tatuaggio diverso, un’altra anomalia. Nel braccio, infatti, Enigma si è tatuato un nome e non è un nome qualsiasi, è quello di Mila. Mila Vasquez si è ritirata dalla polizia, ha lasciato il suo incarico al Limbo, dove si occupava di ritrovare le persone scomparse, e vive completamente isolata in una casa sul lago, lontana dalla civiltà insieme alla figlia Alice di dieci anni. Gli eventi dell’anno passato (a quale eventi ti riferisci, Carrisi? Ma ne parliamo dopo) l’hanno spinta a prendere la decisione di mollare tutto per occuparsi della figlia. È un’immagine un po’ strana la sua. Il ruolo genitoriale poco si addice ad una donna come lei. Vuole bene ad Alice, ma sappiamo perfettamente che Mila è totalmente incapace di provare alcuna emozione, la sua mancanza di empatia ha un nome preciso. È affetta da alessitimia. “Consisteva in una sorta di analfabetismo emotivo. In pratica Mila non era capace di rapportarsi agli altri in maniera affettiva, e non era nemmeno in grado di identificare o descrivere i propri sentimenti. Perciò, era come non averne affatto.” Per questo, quando era in servizio e voleva sentirsi vicina alle persone scomparse, si autoinfliggeva sulla pelle piccoli tagli di lametta. Lo scorrere del sangue e le cicatrici sul suo corpo sono la testimonianza tangibile che, in alcuni momenti della sua vita, ha provato qualcosa. La Shutton si presenta a casa di Mila chiedendole una consulenza, dodici ore del suo tempo per capire chi si celi dietro ai tatuaggi di Enigma, con la speranza di poter ritrovare i corpi degli Anderson. Hanno solo due elementi: il tatuaggio con il nome di Mila e la presenza nel sangue di Enigma di una sostanza, una droga sintetica: la lacrima d’angelo. Mila vorrebbe rifiutare, ma il buio e le tenebre hanno sempre esercitato un grande fascino su di lei, e poi non vuole che il suo nome sia tatuato sul braccio di un sadico folle. Accetta la collaborazione, inconsapevole di essere appena entrata in un gioco pericoloso, un disegno perverso che ha in palio una posta altissima: la vita di Alice, sua figlia. Siamo in presenza di un nuovo suggeritore. A distanza di dieci anni dalla pubblicazione de Il suggeritore, Donato Carrisi torna in libreria con un nuovo appassionante thriller con protagonista un suggeritore. C’è chi aspetta dicembre per il Natale e chi, come me, da alcuni anni associa questo mese magico alla pubblicazione di un nuovo libro dell’autore. Tolgo il dente e via il dolore, così mettiamo in chiaro una cosa. Ho amato tutto di questo romanzo: trama, personaggi, intreccio, svolgimento e finale. Non manca niente o quasi… Volevo delle risposte, mi bastava un accenno, un segnale, un ammiccamento qualunque che collegasse gli eventi dello scorso romanzo a quelli de “Il gioco del suggeritore”. Perché, a differenza dell’altra serie con protagonista Marcus il penitenziere, che ha un preciso ordine di lettura, i libri in cui troviamo Mila, invece, possono essere letti autonomamente, in ordine sparso. E se da un lato questo agevola i suoi nuovi lettori, dall’altro confonde me che spero sempre, in ogni nuovo libro, di trovare le risposte che cerco. Siamo ormai abituati al non luogo dell’ambientazione, a testimonianza che il male può annidarsi ovunque, e la mancanza di riferimenti geografici ci fa capire che nessun posto è immune alla violenza e al male, siano essi a pochi passi da noi o dall’altra parte del mondo. E stavolta Donato Carrisi ha superato se stesso, regalandoci una storia fin troppo attuale. Ad una società fittizia in cui si pensa di avere eliminato la criminalità e la violenza si contrappone un mondo nascosto, oscuro, in cui le perversioni possono manifestarsi e trovare il loro sfogo. Questo luogo è la rete, l’autore la denuncia fermamente. Siamo ormai assuefatti alla tecnologia, viviamo costantemente connessi, convinti di saper gestire il tutto, di essere in grado di dominarla, ma è lei in realtà che tiene in ostaggio noi. “L’avvento dei social network aveva reso la vita più semplice ai predatori seriali.” Ho trovato questo elemento ben argomentato all’interno del romanzo e coerente con la storia raccontata, storia che ancora una volta ha avuto su di me un effetto ipnotico. È incredibile come scivolino via 400 pagine in pochissime ore. “Il gioco del suggeritore” è arrivato nelle mie mani a conclusione di un anno meraviglioso pieno di letture interessanti – che impallidiscono se confrontate con il libro di Carrisi, ma questo agli altri autori non lo diciamo – come una ciliegina sulla torta. Non resta che aspettare un nuovo volume. Caro Donato, ascolta l’appello accorato di una tua grandissima estimatrice. Dammi delle risposte nei prossimi romanzi, io in cambio ti offro uno smeraldo come valutazione per “Il gioco del suggeritore”.

  9. 5 out of 5

    Unlibroperamico

    Dopo dieci anni dalla pubblicazione de Il suggeritore, Carrisi torna, più in forma che mai, con il vero seguito del libro che lo ha fatto diventare famoso in Italia e all'estero. Sì, lo so che nel frattempo ci sono stati L'ipotesi del male e in qualche modo L'uomo del labirinto ma in questo - e lo ha confermato lo stesso autore in un esclusivissimo incontro cui ho potuto partecipare ieri sera - oltre a mettere Mila Vasquez in primo piano, l'autore sceglie di mettere sulla sua strada un suggeritor Dopo dieci anni dalla pubblicazione de Il suggeritore, Carrisi torna, più in forma che mai, con il vero seguito del libro che lo ha fatto diventare famoso in Italia e all'estero. Sì, lo so che nel frattempo ci sono stati L'ipotesi del male e in qualche modo L'uomo del labirinto ma in questo - e lo ha confermato lo stesso autore in un esclusivissimo incontro cui ho potuto partecipare ieri sera - oltre a mettere Mila Vasquez in primo piano, l'autore sceglie di mettere sulla sua strada un suggeritore, facendole ripercorrere quello che lei vorrebbe da sempre dimenticare. Enigma. È questo lo pseudonomo dell'uomo che, dopo aver sterminato un'intera famiglia nella sua isolata casa nel bosco, viene incarcerato come autore della strage. Un uomo che non esiste, che non risulta schedato, che non parla con nessuno e che, pur lasciando evidenti tracce di sangue sul luogo del delitto, fa sparire i cadaveri lasciando la polizia senza corpi da cui partire per le indagini. Solo un nome risulta essere chiaro per lui: quello di Mila. Chi è quell'uomo? Perchè fa il nome della detective? Cosa si aspetta da lei? È questo che per tutta la durata del libro cercheremo di capire. Ma attenzione, non sarà facile perchè enigma, da buon suggeritore, muoverà le fila del romanzo ed anche i nostri pensieri. Con un colpo di scena dopo l'altro, con uno stile narrativo veloce e coinvolgente, Carrisi porterà i lettori nella parte oscura del web, facendoli riflettere su quanto internet e i social network incidano sulle loro vite e le condizionino nelle scelte e nei pensieri. Non solo un thriller quindi, non solo un mistero da svelare, ma anche un preciso e realistico quadro del mondo attuale e di quello che potrebbe diventare. In questo nuovo lavoro Il suggeritore è il vero protagonista ed il suo gioco l'unica chiave per riuscire a svelare i suoi segreti più profondi. Se ne dovrà accorgere presto Mila, perchè il gioco la assorbirà e la toccherà molto da vicino, facendole dubitare di tutto e di tutti, portandola in una dimensione da cui sarà difficile staccarsi, facendole vedere la propria vita sotto aspetti diversi. E nonostante, come sempre, Mila cerchi di non rispondere al richiamo del buio, il suo essere parte di esso non potrà lasciarla indifferente. Al suo fianco ritroveremo una figura che già in passato è stata molto importante per lei e sarà interessante scoprire i risvolti del loro rapporto e l'evulozione dei personaggi come figure a se stanti. Ritroveremo per alcuni versi la Mila che già conosciamo, ma per altri ci sembrerà da subito molto cambiata. Leggendo questo libro vivrete per qualche giorno a cavallo tra la vita reale ed una realtà parallela, qualcosa che sicuramente vi risulterà familiare, un luogo che la maggior parte di noi ha probabilmente frequentato, senza mai immaginarselo come invece questo nostro straordinario autore italiano ha fatto. Pensate di poter provare a vivere le vostre più oscure fantasie, mettere alla prova i vostri lati più oscuri senza per questo essere puniti. Quanti di noi saprebbero tirarsi indietro? Quanti riuscirebbero a vivere la propria vita normale senza poi farsi condizionare dalle esperienze vissute? Sicuramente queste domande ve le porrete leggendo questo thriller e magari se sarete sinceri riuscerete anche a darvi delle risposte oneste. Di certo non srebbe facile voltarsi dall'altra parte e non essere risucchiati dal proibito. Vi siete mai chiesti se riuscireste a vivere senza internet? Vi siete mai chiesti quanto questo potentissimo mezzo di comunicazione influenzi la vostra vita? La rete non dimentica, la rete tiene traccia delle vostre idee, dei vostri documenti, delle vostre fotografie per sempre, e siete proprio voi, ad aprire alla rete una finestra sulla vostra vita. Come saremmo senza? Quanto ci ha dato di positivo o di negativo tutto questo? Ci hanno detto che internet era una rivoluzione indispensabile. Ma nessuno ha previsto quanto ci sarebbe costato... Per prima cosa, non è libero come vogliono farci credere: altrimenti perchè useremmo tutti lo stesso motore di ricerca? Vogliono che abbiamo le stesse informazion, hanno uniformato il nostro pensiero senza che ce ne accorgessimo... E poi internet non è nemmeno equo: è tirannico. E non è vero che ripara le gustizie sociali: al contrario, non dimentica e non perdona. Se scrivo qualcosa su di te, nessuno lo potrà cancellare. Anche se è una bugia, rimarrà lì per sempre. Chiunque può utilizzare il web come un'arma e, quel che è peggio, sa anche che rimarrà impunito... La gente ha riversato la propria rabbia in rete e noi gliel'abbiamo lasciato fare, è stato come nascondere lo sporco sotto il tappeto. Ma per quanto ci sembri vasto, internet non è in grado di contenere il nostro peggio. Prima o poi, tutto quell'odio cercherà una via di sfogo... Anche in questo caso, e Donato ce lo ha confermato, emerge durante la lettura un grandissimo approfondimento da parte dell'autore dei temi che vuole trattare. Per scrivere questo libro è tornato a frequentare dei luoghi della rete ormai obsoleti per poter realisticamente metterli al centro del suo gioco. Non posso dirvi di più, perchè in questo caso qualunque cosa scriva rischio di fare spoiler e non è mia intenzione. Quello che invece voglio fare è porre l'attenzione su questo libro che merita di essere letto e che, ancora una volta, dimostra una grandissima capacità dell'autore di districarsi nel genere e di regalarci dei capolavori che vanno oltre a semplici thriller. Se avato amato il suo primo libro, a maggior ragione non potete non leggere e non amare questo! https://libroperamico.blogspot.com/20...

  10. 4 out of 5

    Azzurra Sichera

    Essendo un thriller, della trama de “Il gioco del suggeritore” non vi dirò molto. Sia perché il rischio spoiler è molto alto, sia perché non potrei mai privarvi della “caduta di mascella” che comporta la lettura di alcuni capitoli. Ho più volte parlato della maestria di questo autore nello scrivere trame avvincenti e della sua capacità di tenere il lettore incollato alle pagine e anche questa volta non mi ha delusa. A ognuno di noi è destinato un assassino. Come con l’anima gemella, a volte lo in Essendo un thriller, della trama de “Il gioco del suggeritore” non vi dirò molto. Sia perché il rischio spoiler è molto alto, sia perché non potrei mai privarvi della “caduta di mascella” che comporta la lettura di alcuni capitoli. Ho più volte parlato della maestria di questo autore nello scrivere trame avvincenti e della sua capacità di tenere il lettore incollato alle pagine e anche questa volta non mi ha delusa. A ognuno di noi è destinato un assassino. Come con l’anima gemella, a volte lo incontriamo e altre volte no. Con “Il gioco del suggeritore“, letto necessariamente alla luce del giorno, io ho dovuto prendermi diverse pause. La scrittura di Carrisi mi ha tenuta in un continuo stato di angoscia. Anche quando le situazioni descritte non avrebbero portato a nulla di pericoloso, avevo sempre i sensi in allerta, temevo che il buio sarebbe sopraggiunto da un momento all’altro. Quel buio da cui Mila proviene e al quale spesso è costretta a ritornare. Mila è affetta da alessitimia, ovvero da un analfabetismo emotivo che non le consente di essere empatica, di provare emozioni. Se questa mancanza le è stata utile nel suo lavoro, nel dare la caccia a quegli scomparsi che vengono presto dimenticati dalle forze dell’ordine ma non dai loro cari, diventa un peso nel suo essere madre. Nel corso del romanzo le emozioni di Mila gioceranno un ruolo fondamentale. Non essendo una persona particolarmente introspettiva, proprio perché non riesce a relazionarsi con le sue emozioni, non troverete nel testo momenti di riflessione sul suo ruolo, ma frasi molto sbrigative che liquidano la faccenda con conclusioni del tipo: “Non volevo avere una figlia”. Ci sono vari momenti in cui Mila affronta il suo essere madre e lo fa con una lucidità così schietta e tagliente da risultare di forte impatto per il lettore. Lo fa come affronta ogni altra cosa, nell’unico modo che conosce, diretto, testardo, intransigente, rigido, severo. Come lei. Carrisi, dopo tanti libri in cui Mila è la protagonista, le ha voluto fare un dono. “Goditi questo regalo”, si legge nelle ultime pagine del romanzo. Non vi dirò chi lo dice, né perché, ma ho avuto la sensazione che fosse lo stesso Carrisi a parlare. Lo scrittore, ne “Il gioco del suggeritore“, si prende cura della sua protagonista come non aveva mai fatto prima d’ora, regalando al lettore una nuova prospettiva, un nuovo inizio, che chissà dove ci condurrà… Per quanto riguarda l’indagine, invece, posso solo dirvi che c’è una presa di posizione molto netta su internet, sui social network, e sull’impatto che hanno nelle nostre vite: “Credi di interagire con gli altri, invece ti circondi di falsi amici solo per sbirciare nella vita altrui e per farti guardare – senza pudore, senza vergogna… Sei solo un criceto in gabbia che passa il tempo a spiare nelle gabbie degli altri criceti”. Lo scenario che Carrisi descrive ne “Il gioco del suggeritore” ci porta nell’Altrove, dove tutto si mescola e si confonde, dove gli uomoni si spingono oltre i limiti, incapaci di controllare pulsioni e desideri più nascosti. Ma quanto c’è di vero? Quanto di tutto quello in realtà non viene suggerito? Orientarsi sarà sempre più difficile. Il lettore viene messo continuamente alla prova ma gli vengono forniti anche diversi spunti di riflessione quanto mai attuali. “Ci hanno detto che internet era una rivoluzione indispensabile. Ma nessuno ha previsto quanto di sarebbe costato”. Forse è ancora presto per pagare il conto, ma già qualcuno ha avuto modo di conoscerne il prezzo. Sempre più spesso i romanzi servono come punto di partenza per un’analisi più ampia di fenomeni sociali e Carrisi usa Mila e un nuovo suggeritore proprio per discutere dei rischi della tecnologia, senza però dimenticarsi di quel buio che tanto gli è caro, della parte più scura di ogni essere umano, del lato che bisogna tenere a bada per non essere sopraffatti. “Il gioco del suggeritore” è un ottimo romanzo anche se “Il suggeritore” rimane, a mio avviso, un libro insuperabile. Il finale è meno di impatto del solito, di sicuro non ha generato il panico di quello de “L’uomo del labirinto“, anche se lascia sempre con qualcosa di irrisolto. Come dicevo prima, mi è sembrato più dedicato a Mila che al lettore, ma va bene così. Se lo meritava un regalo. Ma chissà cosa le riserverà il futuro…

  11. 5 out of 5

    mdarko

    Recensione presente anche sul blog. Ho aspettato in trepidante attesa l'uscita del nuovo libro di Carrisi e appena l'ho avuto tra le mani l'ho divorato in due sessioni di lettura. La prima cosa che posso dire è che Carrisi non mi ha affatto delusa (a differenza di quanto successo in via del tutto eccezionale con L'uomo del labirinto). Il romanzo ha inizio con l'eccidio di una famiglia che creerà una catena di eventi fino a Mila che adesso vediamo essersi ritirata dalla carriera di poliziotta e ab Recensione presente anche sul blog. Ho aspettato in trepidante attesa l'uscita del nuovo libro di Carrisi e appena l'ho avuto tra le mani l'ho divorato in due sessioni di lettura. La prima cosa che posso dire è che Carrisi non mi ha affatto delusa (a differenza di quanto successo in via del tutto eccezionale con L'uomo del labirinto). Il romanzo ha inizio con l'eccidio di una famiglia che creerà una catena di eventi fino a Mila che adesso vediamo essersi ritirata dalla carriera di poliziotta e abitare da sola con la figlia Alice in una casetta in riva al lago. Mila viene chiamata per dare una mano con questo caso particolare: dietro a tutto, infatti, c'è un suggeritore. La cosa che mi ha colpita particolarmente è stata l'attenzione che l'autore ha riservato al personaggio di Mila invece che all'indagine vera e propria - comunque elemento principale del romanzo. Più volte sono rimasta con il fiato sospeso o la bocca aperta leggendo certi passaggi, sentendo l'adrenalina scorrermi in corpo come se fossi io a vivere certe situazioni. A differenza dei romanzi precedenti, questa volta sono davvero riuscita a immedesimarmi in Mila. Purtroppo ho notato alcuni piccoli punti negativi sparsi qua e là. Ricollegandomi a quanto appena detto sopra, per tutto il romanzo Carrisi è riuscito a trasmettermi perfettamente i sentimenti di Mila (ansia, terrore, ecc.), ma allo stesso tempo Mila è affetta da una patologia per cui non riesce a comprendere questi sentimenti, addirittura non prova nulla verso la figlia, quindi la cosa è piuttosto confusa. Un altro particolare che non mi è piaciuto particolarmente è il riferimento ad alcuni casi di cronaca nera anche recenti e la palese ispirazione a film/libri per una parte importante della storia. Sembra che Carrisi abbia “rubato” certe idee dalle notizie che si sentono tutti i giorni al telegiornale e le abbia volute inserire nel suo libro. Nell'insieme non sono cose che stonano, ma da un autore simile mi aspetto senz'altro molta più originalità. Un elemento caratteristico di Carrisi sono proprio le indagini piuttosto articolate che coinvolgono il lettore. Durante la lettura mi sono soffermata su alcuni passaggi logici che compiono i protagonisti. Mila procede con le indagini grazie agli indizi che riceve man mano dal criminale. E' chiaro quindi che quest'ultimo la voglia condurre lungo una certa strada, ma il ragionamento logico che fa Mila per arrivarci risulta spesso inverosimile perché nessuno poteva averlo previsto in anticipo viste le innumerevoli varianti che potevano accadere. Non è la prima volta che studiando i ragionamenti al contrario mi risultano senza senso o comunque improbabili visto il contesto. Un altro punto debole è lo stile. Paragonando il romanzo a quelli precedenti, ho notato che ora Carrisi utilizza un linguaggio meno ricercato, con frasi brevi e semplici. Ne Il Suggeritore avevo incontrato durante la lettura numerosi termini di cui non conoscevo il significato, questa volta ne ho trovato letteralmente uno solo. Nell'insieme è comunque un libro che ho gradito molto e ritengo che quattro stelle siano un giusto compromesso.

  12. 5 out of 5

    Claudia Castoldi

    Un thriller incalzante e ricco di colpi di scena. Le pecche: qualche buco di trama e una caratterizzazione un po' debole e ripetitiva dei personaggi; difetto compensato, in parte, dalla volontà di far riflettere il lettore su temi attualissimi. Come ho scritto nella recensione di questo libro, infatti "risalta un aspetto importante di Carrisi: il suo non essere solo autore di eventi, ma anche di concetti. Perché la nuova avventura di Mila Vasquez è sì all’insegna di colpi di scena e inseguimenti, Un thriller incalzante e ricco di colpi di scena. Le pecche: qualche buco di trama e una caratterizzazione un po' debole e ripetitiva dei personaggi; difetto compensato, in parte, dalla volontà di far riflettere il lettore su temi attualissimi. Come ho scritto nella recensione di questo libro, infatti "risalta un aspetto importante di Carrisi: il suo non essere solo autore di eventi, ma anche di concetti. Perché la nuova avventura di Mila Vasquez è sì all’insegna di colpi di scena e inseguimenti, come la tradizione del thriller vuole, ma c’è anche qualcos’altro: una riflessione su che cosa sia la tecnologia, quale possa essere il suo uso, ma soprattutto su chi sia realmente l’uomo e di cosa sia capace. Così tra sparatorie e joystick si trova il tempo per introdurre nella mente del lettore – senza necessariamente esplicitarle – delle riflessioni sulla propria contemporaneità e sul rapporto che ha, in prima persona, con “il finzionale” della rete: sia esso un gioco o i popolarissimi social-media. Certo, poi a “mandare avanti la lettura” è, come da sempre nel genere, la voglia di scoprire come andrà a finire. Una serie di domande si affastellano. Prima fra tutte, la classicissima: riuscirà l’eroina a risolvere il caso e a salvarsi la pelle? Però un dubbio emerge, alla fine: che forse [...] la fabula sia solo un mezzo per fare e dire altro. In questo caso, il mezzo utilizzato dall’autore-programmatore per comunicare con il lettore, il giocatore della carta stampata. Oggetto della comunicazione: la necessità di porsi delle domande sulla rete." Per chi fosse interessato, la recensione completa si trova al seguente link: http://www.sulromanzo.it/blog/quando-...

  13. 5 out of 5

    Eleonora

    Dopo dieci anni dall'uscita nelle librerie de "Il suggeritore" Donato Carrisi ci riporta nel gioco, che non è mai finito, del serial killer. A mettere in moto la vicenda è la chiamata al numero della polizia, effettuata da una donna, che proviene da una fattoria isolata. Un omicidio sembra essere stato compiuto ma i corpi delle vittime sono introvabili. Comincia la caccia al mostro che si risolve con una rapida cattura di quello che sembra essere il criminale per eccellenza: un uomo interamente Dopo dieci anni dall'uscita nelle librerie de "Il suggeritore" Donato Carrisi ci riporta nel gioco, che non è mai finito, del serial killer. A mettere in moto la vicenda è la chiamata al numero della polizia, effettuata da una donna, che proviene da una fattoria isolata. Un omicidio sembra essere stato compiuto ma i corpi delle vittime sono introvabili. Comincia la caccia al mostro che si risolve con una rapida cattura di quello che sembra essere il criminale per eccellenza: un uomo interamente ricoperto da tatuaggi trovato in possesso dell'arma del delitto. Incerti sul risultato della ricerca le squadre di polizia, capitanate dal giudice Shutton, si rivolgono a Mila Vasquez. La donna, ex detective del reparto persone scomparse (chiamato Limbo), ha cambiato radicalmente vita e, dopo aver lasciato il lavoro, vive con la figlia Alice in una tranquilla località sul lago. Mila si ritrova coinvolta nel caso e non riesce a resistere al richiamo del buio. Dopo aver incontrato il prigioniero la detective, che effettua la propria indagine come civile, si rende subito conto delle numerose anomalie che caratterizzano il caso e si mette sulle orme del vero responsabile della strage. Presto Mila viene risucchiata in un vortice dove realtà e fantasia si incrociano in modo insano e malato; il tema fondamentale del romanzo è quello della tecnologia (del suo uso o del suo non uso) e del potere che essa ha nel manipolare le emozioni e le azioni di chi la utilizza. Mila deve superare una prova dopo l'altra e in questo difficile compito è aiutata dall'ex collega Simon Berish e dal suo cane Hitch. Carrisi riesce a inchiodare il lettore fin dalle primissime pagine e a tenere con il fiato sospeso per l'intera durata della storia. Ho apprezzato tantissimo il romanzo e lo stile particolare e indimenticabile dell'autore; l'unico aspetto che non mi ha convinta del tutto è il riferimento alla realtà aumentata e il pericolo che ogni volta la protagonista accetta di correre pur di avere una "visione". Un thriller, come sempre, mozzafiato che, con dovizia di particolari, descrive la figura del serial killer definita in ambiente criminologico come il suggeritore. Un killer abile nel manipolare gli atteggiamenti dei suoi adepti che diventano carnefici al posto suo.

  14. 4 out of 5

    Filippo Grillenzoni

    This review has been hidden because it contains spoilers. To view it, click here. Probabilmente ho sbagliato a non leggere i capitoli 2 e 3 della saga Vasquez, ma avendo appena finito il Suggeritorr e avendo ricevuto per Natale il quarto capitolo ho deciso di buttarmici subito. Il libro, come il primo è scritto in modo molto coinvolgente, pieno di ritmo e di cambi di scena. Per questo motivo é molto godibile la lettura. SPOILER Veniamo al succo. Il libro si basa su un videogioco che viene giocato dopo aver assunto della droga. É un'idea che non mi ha convinto molto. In più ci s Probabilmente ho sbagliato a non leggere i capitoli 2 e 3 della saga Vasquez, ma avendo appena finito il Suggeritorr e avendo ricevuto per Natale il quarto capitolo ho deciso di buttarmici subito. Il libro, come il primo è scritto in modo molto coinvolgente, pieno di ritmo e di cambi di scena. Per questo motivo é molto godibile la lettura. SPOILER Veniamo al succo. Il libro si basa su un videogioco che viene giocato dopo aver assunto della droga. É un'idea che non mi ha convinto molto. In più ci sono stati alcuni sketch in cui ho rivisto cose giá presenti nel Suggeritore (auto a fari spenti che qui diventa una moto a fari spenti). Il romanzo mi é sembrato un po' caotico e molto casuale. Anche il fatto che la Vasquez sospetti di Berish sulla base di congetture mi pare quanto meno assurdo in quanto la poliziotta dovrebbe avere una grande esperienza e non farsi prendere dalla foga di trovare un colpevole. Finale un po' scarno.

  15. 5 out of 5

    Lele Capu

    Questo libro pone un grosso interrogativo: "Può considerarsi il seguito de L'uomo del labirinto, oppure è un sequel di un altro libro?" A mio avviso no, ha tutti gli aspetti per rivelarsi il seguito di un altro libro della serie Mila Vasquez, forse il capitolo conclusivo. Avevo grosse aspettative, mi sarei aspettato un'altra grande indagine di Mila e i suoi colleghi e invece mi ritrovo una storia diversa e sconnessa, ci sono particolari di questo libro che sono molto forzati e a mio avviso non tr Questo libro pone un grosso interrogativo: "Può considerarsi il seguito de L'uomo del labirinto, oppure è un sequel di un altro libro?" A mio avviso no, ha tutti gli aspetti per rivelarsi il seguito di un altro libro della serie Mila Vasquez, forse il capitolo conclusivo. Avevo grosse aspettative, mi sarei aspettato un'altra grande indagine di Mila e i suoi colleghi e invece mi ritrovo una storia diversa e sconnessa, ci sono particolari di questo libro che sono molto forzati e a mio avviso non trovano un fondamento solido. L'unica cosa che si salva è la suspense (e anche la storia) che per certi tratti ha tenuto a galla un libro che, se pur scorrevole, si è dimostrato un po' piatto di emozioni e poco ricco di lotte, colpi di scena e altri aspetti che hanno caratterizzato i precedenti romanzi della serie. Il finale andava curato meglio e ristrutturato meglio, non mi è piaciuto. Si poteva fare meglio

  16. 5 out of 5

    Elisa Spartà

    Il gioco del suggeritore non è un semplice thriller, così ci ha abituati Carrisi e così è per questo suo ultimo romanzo. Il libro mescola una trama fitta intensa, che mi ha tenuta incollata fino alla fine, un intreccio di enigmi che vanno a svelarsi poco alla volta fino a farti capire tutto il disegno che sta dietro la storia, tematiche attuali come la presenza di un videogioco quanto più realistico che mette in dubbio la vita vera, la realtà, con il virtuale. Il personaggio di Mila rimane il mi Il gioco del suggeritore non è un semplice thriller, così ci ha abituati Carrisi e così è per questo suo ultimo romanzo. Il libro mescola una trama fitta intensa, che mi ha tenuta incollata fino alla fine, un intreccio di enigmi che vanno a svelarsi poco alla volta fino a farti capire tutto il disegno che sta dietro la storia, tematiche attuali come la presenza di un videogioco quanto più realistico che mette in dubbio la vita vera, la realtà, con il virtuale. Il personaggio di Mila rimane il mio preferito tra quelli nati dalla penna di Carrisi e l’antagonista di questa storia è quanto più spaventoso ed angosciante. Come sempre quando si tratta di Donato Carrisi, libro super consigliato!

  17. 4 out of 5

    Stefano Menchetti

    This review has been hidden because it contains spoilers. To view it, click here. Thriller godibile ma non esaltante, sarà che ormai da Carrisi le aspettative sono sempre alte, comunque trama intrigante e classico colpo finale. Il libro offre spunti di riflessione interessanti sul mondo virtuale ove, purtroppo, passiamo la maggior parte del ns. tempo lasciando tracce indelebili della nostra vita. Il progresso dovrebbe preservare i ricordi invece li condanna all’obblio. Cit: “Credi di interagire con gli altri invece ti circondi di falsi amici solo per sbirciare nelle vite altrui Thriller godibile ma non esaltante, sarà che ormai da Carrisi le aspettative sono sempre alte, comunque trama intrigante e classico colpo finale. Il libro offre spunti di riflessione interessanti sul mondo virtuale ove, purtroppo, passiamo la maggior parte del ns. tempo lasciando tracce indelebili della nostra vita. Il progresso dovrebbe preservare i ricordi invece li condanna all’obblio. Cit: “Credi di interagire con gli altri invece ti circondi di falsi amici solo per sbirciare nelle vite altrui o per farti guardare. Sei solo un criceto in gabbia che guarda nelle gabbie di altri criceti “

  18. 4 out of 5

    Giulia Centrone

    Ogni libro di Carrisi mi ha regalato grandi emozioni iniziali e grandi delusioni finali. Salvo "la ragazza nella nebbia" ogni finale è stato dispersivo, deludente e inverosimile. Ora l'ultimo romanzo non mi ha dato alcuna emozione ma tanta delusione e noia. Inverosimile è dir poco: surreale, quasi paranormale, più fantascientico che thriller. Un vero peccato. Carrisi prometteva bene, ma forse deve ancora affinare la tecnica. Sempre belle idee, poi smarrite alla fine. Ma questo ultimo romanzo par Ogni libro di Carrisi mi ha regalato grandi emozioni iniziali e grandi delusioni finali. Salvo "la ragazza nella nebbia" ogni finale è stato dispersivo, deludente e inverosimile. Ora l'ultimo romanzo non mi ha dato alcuna emozione ma tanta delusione e noia. Inverosimile è dir poco: surreale, quasi paranormale, più fantascientico che thriller. Un vero peccato. Carrisi prometteva bene, ma forse deve ancora affinare la tecnica. Sempre belle idee, poi smarrite alla fine. Ma questo ultimo romanzo partiva già da un'idea poco convincente.

  19. 4 out of 5

    Francesca Morelli

    Il primo libro di Donato Carrisi ossia il suggeritore l'avevo trovato troppo lungo, prolisso in alcune parti. Troppi colpi di scena e troppe piste da seguire. Questo, invece è perfetto! Si fonda tutto sulla realtà virtuale, partendo da un delitto molto strano Ritroviamo una Mila nei panni di una madre preoccupata, una corsa contro il tempo, e un gioco virtuale da concludere ...... tutto condensato in ben 271 pagine, oserei dire PERFETTO!

  20. 5 out of 5

    Laura Ilenia

    Sinceramente mi aspettavo di più da questo libro. Ho atteso con ansia l'uscita sperando di avere risposte su interrogativi su "L'uomo del labirinto" è invece no. Ho divorato tutti i suoi libri, questo invece me lo son portata dietro per una settimana in quanto non mi ha preso molto. Finito e sinceramente non mi manca come gli altri. Scrittura impeccabile come sempre ma storia deludente dal mio punto di vista.

  21. 4 out of 5

    Alice

    Blowmind. Fuori dal comune l’innata capacità di Carrisi di inserire più trame, casi e plot twist in un unico libro. Eventi che sarebbero analizzati da altri scrittori in un’intera opera vengono invece sviscerati dall’autore in pochi capitoli, creando una storia imprevedibile e che lascia il lettore interdetto ad ogni fine capitolo.

  22. 5 out of 5

    Francesca Figura

    PER LA RECENSIONE COMPLETA: https://lalettricedistratta.altervist... Nuovo romanzo del grande maestro del thriller italiano, Donato Carrisi. In questa nuova storia con protagonista Mila Vasquez l’autore affronta un tema caldo nel nostro secolo cioè quando la tecnologia abbia influenzato la nostra vita. Ci tiene in pugno o siamo noi che teniamo in pugno lei?

  23. 5 out of 5

    Priscilla

    Rispetto ai precedenti della serie questo è molto meno "forte". Mi ha tenuta meno incollata, un paio di colpi di scena erano prevedibili e purtroppo sono d'accordo con chi ha detto che c'è un po' troppa fantascienza. Ma soprattutto non ho capito dove si colloca rispetto a L'uomo del labirinto 😱 Però Carrisi io ti voglio bene Forever, quindi va bene così 💘

  24. 4 out of 5

    Manuele Gazzardi

    tanti spunti interessanti e colpi di scena con una prosa da maestro del thriller qual è l'autore. Però la storia non fa presa e fatica a diventare reale restando invece in un lontano e distaccato mondo virtuale. Manca Roma, manca la concretezza della realtà, manca quello che hanno fatto diventare successi i libri precedenti

  25. 5 out of 5

    Elisa Peretti

    Premetto di essere una grande appassionata di Carrisi. Come sempre un libro che si legge rapidamente per la tensione che l’autore riesce a creare... in questo non si smentisce mai. Colpi di scena in rapida successione e come sempre un finale difficile da prevedere. Unica pecca... sentenze e teorie al limite del “complotto” sul mondo di Internet ai giorni nostri. Donato... questo non è da te su!

  26. 4 out of 5

    Alberto Caviglia

    Come ogni romanzo di Carrisi, lo leggi con un costante fiato sospeso, pronto a sorprese dietro ad ogni pagina. È così fino a 3/4 di libro, poi degenera come mai aveva fatto prima. Un’unica domanda: abbiamo idea di quando finirà il filone narrativo di Mila? Perché siamo al quarto ormai e credo che veramente che la stiamo spingendo un po’ troppo oltre...

  27. 5 out of 5

    Riccardo

    Non un brutto libro, ma un po’ scontato e banale, perfino noioso, a tratti. Sicuramente lontano anni luce dai capolavori di Carrisi. Secondo me un passaggio a vuoto dello scrittore che non mi impedirà di comprare il suo prossimo libro, fiducioso che ritrovi l’ispirazione.

  28. 4 out of 5

    Cuggiah

    Siamo in calo rispetto le opere precedenti. L'impressione è che la mancanza di ispirazione e la necessità di scrivere si risolva nell'uso di cliché, espedienti e colpi di scena narrativi per catturare comunque l'attenzione del lettore. Dall'autore mi aspetterei di più.

  29. 5 out of 5

    Alex Di Nepi Finzi

    Non all’altezza degli altri. A mio avviso, troppi colpi di scena, davvero troppi e mal gestiti. Anche il binario parallelo tra realtà virtuale e realtà è qualcosa di poco originale. Il prossimo sarà sicuramente migliore.

  30. 4 out of 5

    Vanessa

    Molto coinvolgente, l'ho finito nel giro di 24 ore. Ovviamente il finale non era quello che mi aspettavo e per alcuni versi l'ho trovato un po' frettoloso, sicuramente non all'altezza de Il Suggeritore, ma è comunque un buon libro.

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